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Nuovo PoP GARR a Trento

 

La rete della ricerca in Trentino fa un nuovo passo avanti

Da giovedì 9 giugno  il punto di accesso alla rete italiana della ricerca (PoP GARR) a cui si collegano gli enti della ricerca trentini - come FBK, MUSE, fondazione Edmund Mach, CosBi,  oltre che naturalmente l’Università di Trento - si rinnova con un sostanziale incremento di banda e con una nuova architettura ridondata che garantisce robustezza ancora maggiore .

Gli enti di ricerca del territorio si connettono al PoP GARR per accedere alle reti della ricerca italiane, europee, mondiali ed a tutta internet.

La disponibilità della rete e la garanzia di elevate prestazioni è ormai una neccessità per tutti i cittadini e, soprattutto, per chi fa ricerca e deve interoperare con colleghi che lavorano in qualsiasi parte del globo, deve poter consultare in qualsiasi momento cataloghi di biblioteche e/o riviste specializzate italiane e straniere, deve poter accedere velocemente alle risorse nel cloud, eccetera.

È da questa necessità che che nasce il progetto portato avanti dall’Ateneo Trentino e dal Consortium GARR (e che ha visto coinvolta la società Trentino Network per la parte di infrastruttura) che ha portato al rinnovo del PoP GARR di Trento.

Fino a ieri il PoP GARR era ospitato nella sede della direzione informatica dell’Ateneo in via Briamasco, con due link, ciascuno con banda di 1Gb.

Ora l’evoluzione del PoP ha portato alla dislocazione del punto di accesso su due siti distinti e con un sostanziale incremento di banda (fino a 10Gb per l’Ateneo di Trento).

Il PoP principale è nel nuovo datacenter dell’Università, nella sede del Polo tecnologico Fabio Ferrari a Povo ed è collegato alla rete italiana della ricerca con una banda che arriverà, entro l’estate, a 10Gb; mentre il PoP della sede di via Briamasco rimane attivo, con un link a 1Gb, garantendo connettività all’Ateneo di Trento anche in caso di guasti agli apparati o ai link in fibra ottica del PoP di Povo. I due siti, distanti alcuni chilometri tra loro, sono collegati con un anello in fibra ottica ed i percorsi dei cavi sono stati progettati in maniera tale che ci sia connettività anche nell’ipotesi che venga tranciato un cavo di dorsale (ipotesi tutt’altro che “ipotetica” visto che negli ultimi due anni è successo per ben due volte). Oltre che dall’anello in fibra ottica i due siti sono interconnessi anche tramite un ponte radio (con banda di circa 1Gb) come ulteriore garanzia di servizio.